Eventi, concerto e mostra per celebrare il 211 anno dalla fondazione del corpo militare

Si è conclusa nella giornata del 15 giugno la mostra espositiva, visitabile con libero ingresso, presentata al Museo Archeologico di Reggio Calabria diretto dal dott. Fabrizio Sudano, in Piazza Paolo Orsi, inaugurata al termine dei festeggiamenti per il 211° annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri.
Nelle giornate del 3, 4 e 5 giugno, infatti, con la partecipazione delle Autorità civili, militari e religiose e con rappresentanti delle istituzioni scolastiche e culturali del territorio, si sono svolti una serie di cerimonie organizzate dal Comando Provinciale dei Carabinieri, diretto dal Generale di Brigata Cesario Todaro, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Carabinieri diretta dall’Ispettore regionale Gianfranco Aricò, dal titolo ‘Una Storia Chiamata Futuro’.

Proprio ai giovani, promesse e speranze del nostro futuro, sono dedicati diversi momenti importanti di questa rassegna celebrativa, a cui è stato dedicato il calendario 2025, che racchiude passi di lettere scritte da Maurizio de Giovani, che raccontano di un un Maresciallo che comunica con il figlio orfano, per superare le barriere del doloroso silenzio che li divide.

Un progetto, quello del calendario, esteso a tutte le scuole della città al fine di creare degli elaborati, sotto forma di disegni, racconti, cartoline, poesie e tutto ciò che la fantasia suggeriva loro, per raccontare o rappresentare le storie che accompagnano questo oggetto ogni mese dell’anno. Molte creazioni sono state esposte presso la Sala Conferenze del museo che ha ospitato l’esposizione.

La mattina del 3 giugno, alle ore 10:30, le scuole che hanno aderito al progetto sono state accolte nell’Auditorium della Scuola allievi Carabinieri, retta dal Colonnello Vittorio Carrara, un evento, condotto da Eva Giumbo che ha visto la partecipazione straordinaria dell’attore Gigi Misefari.

Alle 19:00 del 4 giugno una folla gremita nella storica piazza De Nava antistante il Museo che ospita i bellissimi guerrieri di Riace, ha atteso l’inizio del concerto presentato dalla bravissima Eva Giumbo, affiancata dal Comandante dei Carabinieri Forestali, il Colonnello Giovanni Misceo, e dal Comandante Provinciale dell’Arma il generale, Cesario Todaro.

Nello stesso luogo si è poi svolta il 5 giugno, alle 8:30 la tradizionale cerimonia in Armi, un rito che si rinnova per ribadire il legame tra l’Arma dei Carabinieri e i cittadini, il ricordo di un antico legame iniziato nel 1860 e narrato attraverso la preziosa mostra espositiva curata dalla dott.ssa Claudia Ventura, responsabile Valorizzazione del MArRC con la collaborazione della Direttrice dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria, la dott.ssa Angela Puleio insieme alle archiviste Cristina Brandolino e Clara Foglia.

L’allestimento ha compreso non solo uniformi d’epoca concesse dall’Associazione Nazionale Carabinieri di Gerace ma anche parte della collezione privata del Tenente dott. Giovanni Guerrera, composta da documenti, cimeli, stampe e molto altro e da documenti depositati presso l’Archivio di Stato risalenti al 1860, anno in cui questo nuovo corpo di difesa ha fatto il suo ingresso in città e provincia.

Ma di cosa trattano questi documenti?

Ce lo spiega la direttrice dell’Archivio di Stato dott.ssa Angela Puleio:

Raccontano la storia dei Carabinieri e fondazione dell’Arma, dall’insediamento dei Carabinieri Reali alla soppressa gendarmeria borbonica e di come i Carabinieri abbiano avuto un ruolo fondamentale, ricalcando quelli che sono stati i momenti salienti in tutti questi anni in cui si è creato un rapporto stretto con la cittadinanza e con tutta la provincia.

Pensiamo, ad esempio, all’alluvione del 1885, agli incendi che ci sono stati nella provincia ma anche allo stesso terremoto del 1908.

Per cui i Carabinieri sono sempre stati presenti nel raccontare e nell’aiutare il popolo…

Il Corpo Reale dei Carabinieri nasce il 13 luglio del 1814 per la difesa dello Stato e, contemporaneamente, per la pubblica sicurezza, una duplice missione che ha reso fin da subito questa nuova forza armata parte integrante della vita della popolazione. Il nome usato, Carabiniere, derive dal termine carabina, l’arma da loro utilizzata.

Ma se tanto stupore destano fogli ingialliti e curiosi reperti, ancor più grande è la sorpresa di fronte alle antiche uniformi e alla ricostruzione dei momenti di vita passata.

Tra le più ammirate ricostruzioni, infatti, spicca quella di una postazione di comando utilizzata negli strazianti anni di guerra, completa di tenda da campo, scrittoio, lucerna, zaino, contenitore d’acqua…

Raccontare non può trasmettere tutta la complessità di una storia fatta di atti eroici, e sono stati molti, di eventi, di calamità e di speranze di cui si sono resi protagonisti.

Possiamo augurarci che la giustizia e la sicurezza per lo Stato, come per i cittadini, continui a essere sempre obiettivo della nostra difesa nazionale.

A nome di tutti gli italiani auguri a questa antica forza armata!